Investigazioni internazionali.
Le investigazioni internazionali europee sono diventate sempre più comuni in un mondo globalizzato, dove gli affari, le relazioni personali e le questioni legali spesso trascendono i confini nazionali.
Le indagini comunemente più diffuse riguardano, nel campo delle persone fisiche, a titolo esemplificativo e non esaustivo, questioni familiari o matrimoniali, eredità, segnalazione di persone scomparse, presunti crimini, ecc…
Per quanto riguarda, invece, le persone giuridiche, le ricerche si focalizzano principalmente su frodi assicurative, conti bancari offshore, cause legali internazionali, riciclaggio di denaro, ecc…
In ogni caso si sottolinea che esistono due tipi di “investigazioni oltre confine”: quelle svolte in Italia per conto di cittadini di altri Stati Membri e, viceversa, le indagini portate avanti all’estero con richiesta fatta nel nostro Paese.
Al fine di uniformare la normativa ed evitare contrasti giurisprudenziali l’Unione Europea ha emesso la direttiva 41/2014, relativa all’ordine europeo di indagine penale (OEI) e contenente i principi fondamentali da applicarsi alle indagini internazionali.
Infatti la stessa normativa statuisce che le ricerche internazionali devono essere condotte seguendo le disposizioni dello Stato nel quale vengono effettuate affidandosi ad un’agenzia investigativa autorizzata capace di svolgere le indagini all’estero e per altri paesi.
La direttiva summenzionata ha disciplinato le modalità di indagini ma, a causa della non uniformità legislativa tra nazioni in materia di privacy, non sempre è possibile ad esempio accedere ai registri privati.
Uno degli aspetti più importanti delle investigazioni internazionali da tenere a mente è la possibilità di farsi affiancare da un investigatore locale: questi, operando nel paese d’interesse, può possedere una conoscenza approfondita della normativa locale e delle procedure investigative, oltre ad avere accesso a risorse e contatti che possono facilitare significativamente lo svolgimento delle indagini sul luogo.
Va da sé che le indagini devono essere svolte da professionisti accreditati e dotati di certificazioni nazionali (nel caso del territorio italiano la licenza prefettizia).
In caso contrario, il rischio è la perdita del valore probatorio di quanto è stato raccolto, come riportato nella sentenza n. 23967 del 19 giugno 2007 della Corte di Cassazione. La Suprema Corte ha, infatti, dichiarato inammissibile quanto emerso dalle ricerche poiché la difesa non aveva incaricato un professionista nel Paese in cui gli imputati avevano maturato precedenti.
In ogni caso si sottolinea che buona parte degli Stati ammettono l’impiego di alcuni strumenti come ad esempio Internet, archivi pubblici su persone, imprese sanzionate, banche dati di vario genere.
In conclusione, le investigazioni internazionali europee richiedono un approccio altamente specializzato e una profonda conoscenza delle complessità legali e culturali dei diversi paesi.
Il consiglio? Fatevi affiancare da un collega qualificato che lavora sul territorio in modo tale da poter raccogliere e sfruttare al meglio le informazioni che riuscirete a raccogliere.

