Art. 15 GDPR ed art. 335 c.p.p.
Non tutti sanno che ognuno di noi, quando presta il proprio consenso all’utilizzo dei dati personali può, in un secondo momento, chiedere al titolare del trattamento di conoscere come gli stessi vengono utilizzati o se questi vengono forniti a terzi soggetti.
Ogni soggetto interessato ha, infatti, il diritto di conoscere e ottenere informazioni dal titolare del trattamento.
Tale diritto viene garantito dall’art 15 del Regolamento generale sulla protezione dei dati (regolamento (UE) 2016/679) “Diritto di accesso dell’interessato”.
Tale articolo statuisce che “1. L’interessato ha il diritto di ottenere dal titolare del trattamento la conferma che sia o meno in corso un trattamento di dati personali che lo riguardano e in tal caso, di ottenere l’accesso ai dati personali e alle seguenti informazioni:
- a) le finalità del trattamento;
- b) le categorie di dati personali in questione;
- c) i destinatari o le categorie di destinatari a cui i dati personali sono stati o saranno comunicati, in particolare se destinatari di paesi terzi o organizzazioni internazionali;
- d) quando possibile, il periodo di conservazione dei dati personali previsto oppure, se non è possibile, i criteri utilizzati per determinare tale periodo;
- e) l’esistenza del diritto dell’interessato di chiedere al titolare del trattamento la rettifica o la cancellazione dei dati personali o la limitazione del trattamento dei dati personali che lo riguardano o di opporsi al loro trattamento;
- f) il diritto di proporre reclamo a un’autorità di controllo;
- g) qualora i dati non siano raccolti presso l’interessato, tutte le informazioni disponibili sulla loro origine;
- h) l’esistenza di un processo decisionale automatizzato, compresa la profilazione di cui all’articolo 22, paragrafi 1 e 4, e, almeno in tali casi, informazioni significative sulla logica utilizzata, nonché l’importanza e le conseguenze previste di tale trattamento per l’interessato (…)”.
La stessa Corte di Giustizia Europea in un recente sentenza (CGUE Sez. I, 04/05/2023, n. 487/21) ha statuito che “il diritto di ottenere dal titolare del trattamento una copia dei dati personali oggetto di trattamento implica che sia consegnata all’interessato una riproduzione fedele e intelligibile dell’insieme di tali dati. Detto diritto presuppone quello di ottenere copia di estratti di documenti o addirittura di documenti interi”.
Di conseguenza per “riproduzione fedele” si deve intendere non una semplice lista dei dati trattati, bensì il titolare del trattamento sarà tenuto a fornire copia della documentazione contenente tali dati, a condizione che l’accesso alla suddetta documentazione risulti indispensabile per consentire all’interessato di esercitare in maniera effettiva i diritti previsti a suo favore dal GDPR.
La Corte ha riconosciuto, fra le varie facoltà dell’interessato, anche quella di ottenere le informazioni relative ad operazioni di consultazione di dati personali, tra cui le date e le finalità di tali operazioni costituiscono informazioni che l’interessato ha il diritto di ottenere dal titolare del trattamento (CGUE Sez. V, 17/06/2021, n. 597/19).
La facoltà riconosciuta dall’art. 15 GDPR presenta evidenti analogie con il certificato di cui all’art. 335 c.p.p. “Registro notizie di reato”.
Quest’ultimo opera all’interno del procedimento penale nella fase delle indagini preliminari e riconosce la facoltà all’indagato, che possa avere sospetti su una sua eventuale iscrizione nei registri di reato, di depositare istanza e verificare se a suo carico esistono dei procedimenti, salvo, ovviamente il caso in cui, per esigenze di indagine, il pubblico ministero richieda il segreto sulle iscrizioni.
Pare lampante la similitudine fra le due disposizioni. Nel primo caso l’istanza viene depositata per ottenere informazioni inerenti l’utilizzo dei propri dati personali, nel secondo caso viene trasmessa al fine di verificare l’eventuale iscrizione del proprio nome nel registro dell’elenco delle persone indagate.
Nonostante l’evoluzione dei meccanismi informatici gli strumenti a tutela dei propri dati sensibili sono molti e sempre in continuo divenire con l’unico scopo di tutela e sicurezza personale.

